WORKS

Azulejos (2021)

IN SHORT
The history of azulejo spans the centuries in the wake of migration and trade, connecting geographically distant peoples and different cultural traditions.

STATEMENT
The artistic and cultural history of azulejo clearly highlights its nature of global and shared art. Azulejos have really crossed centuries in the wake of migration and trade, interconnecting different and geographically distant peoples and traditions. The use of glaze makes its debut in Ancient Egypt. Then, the practice of glaze laid on a terracotta tile develops during the Persian Empire and through the Arab domination comes, around 1300, in Spain and Portugal. Here it has established itself, however, continuing its long path of experimentation, technical progress and cultural contamination. At the end of the XV century the technique of azulejo crosses, renewing itself, that of Italian majolica, while in the following centuries the azulejos will also become part of the artistic traditions of Belgium, France and Netherlands, whose commercial dynamism will cause the azulejo to get in touch also with the Chinese porcelain and from it is influenced and again renewed. The “contemporaneity” of the artistic-artisan practice of azulejo has always fascinated me, beyond its extraordinary aesthetic results, and I decided here to use it for my two panels – the white one and the blue one – in which the terracotta tiles are replaced by man’s handkerchiefs, very common objects that have also crossed centuries and cultures. 

I usually recreate forms and compositional layouts that refer to different cultural fields (mostly historical-artistic) with everyday objects or foods that can belong to the life of almost all. Bringing these elements into illustrious and refined contexts that often require in-depth knowledge, is for me a way to affirm the importance, value and dignity of all lives and all individuals, believing ultimately, firmly, only in equality. Conversely, using elements of everyday life to remake the modules and combinations of unanimously recognised traditions and knowledge does not mean lowering their intellectual level, but hoping for an increasingly widespread understanding of them, with the conviction that the dissemination and sharing of knowledge are an indispensable premise for a more just and aware society.

2 photographic compositions, each consisting of 140 photographs; inkjet print on cotton paper

White Panel | Blue Panel

/ Ita

Azulejos (2021)

IN BREVE
La storia dell’azulejo attraversa i secoli sulla scia di migrazioni e scambi commerciali, connettendo popoli geograficamente distanti e tradizioni culturali diverse.

STATEMENT
La storia artistica e culturale dell’azulejo mette in luce la sua natura di arte globale e condivisa, capace di attraversare i secoli della storia sulla scia di migrazioni e scambi commerciali, interconnettendo popoli e tradizioni diverse e geograficamente distanti. L’uso dello smalto fa il suo esordio nell’Antico Egitto, mentre la pratica dello smalto steso su una mattonella di terracotta si sviluppa in seguito, durante l’Impero Persiano. Attraverso la dominazione araba questa prima forma di azulejo arriva, intorno al 1300, in Spagna e Portogallo, dove si afferma definitivamente, continuando tuttavia un percorso di sperimentazioni, progressi tecnici e contaminazioni. Alla fine del Quattrocento la tecnica dell’azulejo incrocia, evolvendosi ancora, quella della maiolica italiana, mentre nei secoli successivi l’azulejo sarà partecipe anche delle esperienze artistiche di Belgio, Francia e Olanda, il cui dinamismo commerciale farà sì che l’azulejo entri in contatto anche con la porcellana cinese e da essa venga influenzato e di nuovo rinnovato.

La contemporaneità della pratica artistico-artigianale dell’azulejo, intesa innanzitutto come capacità di creare connessioni tra i gruppi umani e le loro conoscenze, merita attenzione e sottolineature, al di là degli straordinari esiti estetici visibili nella Penisola Iberica. Questo è il motivo per cui è nata l’opera: per mettere cioè in evidenza l’importanza – in ogni epoca e a maggior ragione nella nostra attualità oscura e arroccata – dell’incontro e della contaminazione tra culture lontane. Nei due pannelli bianco e blu che la compongono, le piastrelle in terracotta sono state sostituite dalle fotografie di fazzoletti da naso maschili in cotone non pregiato (almeno in parte di produzione cinese e non solo italiana) classicamente ripiegati a formare un quadrato di circa 10 cm di lato. Fino a un recente passato – meno nel presente della gente comune – i fazzoletti da naso in stoffa, sia maschili che femminili e anche preziosi, sono stati accessori molto diffusi e apprezzati, e hanno anch’essi attraversato i secoli e le società umane, connotando, grazie alle più varie e fantasiose realizzazioni, differenti etnie, classi sociali e singole personalità. 

2 composizioni fotografiche, composte ciascuna da 140 fotografie; stampa inkjet su carta cotone